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RAID CROSS – Un’esperienza formativa e non solo

RAID CROSS – Un’esperienza formativa e non solo

Il giorno 22 settembre 2018, presso i locali dell’Oratorio di Monastier di Treviso, 31 ragazzi dei vari reparti del Gruppo Scout di Monastier, accompagnati dai loro Capi e dal responsabile Sig. Paolo AMADIO, sono stati convolti nel 1° RAID CROSS Provinciale di Treviso, attività promossa dalla Croce Rossa Italiana – Comitato di Treviso e condotta dai Volontari del Gruppo di San Biagio di Callalta.

Il Diritto Internazionale Umanitario, noto anche come DIU è costituito da un insieme di regole che mirano ad alleviare le sofferenze delle vittime dei conflitti armati e infondere senso di umanità nei combattimenti, prevenendo il più possibile le perdite ed i danni civili. Gli Stati aderenti alle Convenzioni di Ginevra hanno il dovere di diffondere, a tutti i livelli, inclusa la sfera della società civile e dei giovani, la conoscenza del DIU. A tal proposito, la Croce Rossa, su mandato della Comunità Internazionale, ne è custode e promotrice. L’azione umanitaria e il Diritto Internazionale Umanitario sono “discipline” che sono più accessibili agli adolescenti attraverso dimostrazioni pratiche, come il gioco.

Per questo motivo, per poter avvicinare anche i più giovani al Diritto Umanitario e facilitarli nell’apprendimento, si è pensato di studiare ed adottare, a livello internazionale, un gioco di ruolo, il Raid Cross. Realizzato dalla Croce Rossa Francese e dalla sezione Francofona della Croce Rossa Belga, il Raid Cross si basa su un gioco di ruolo ideato da Antoine Gran, volontario belga e boy scout, che, dopo aver avvicinato i giovani ai principi fondamentali del DIU tramite questa attività, ne ha fatto dono alla Croce Rossa Belga.  Dopo la conclusione, nell’Aprile del 2005, di un accordo tra Società Nazionali di Francia e Belgio, Federazione Internazionale, Comitato Internazionale di Croce Rossa e Organizzazione mondiale del Movimento Scout, il gioco venne diffuso in tutto il mondo.

Ideato per ragazzi tra i 12 e 18 anni, si presenta come un percorso che collega sette postazioni, o scenari, riguardanti vari temi quali: prigionieri di guerra, trattamento dei feriti, combattenti, assistenza umanitaria, procedimento decisionale militare, responsabilità in seguito ad un conflitto. Ad ogni postazione, i giocatori si confrontano con differenti aspetti del conflitto e per raggiungere questo scopo rivestono, nel corso dell’attività, suddivisi in squadre e seguiti da Istruttori DIU e facilitatori, i ruoli di prigionieri, civili, soldati e operatori umanitari, in modo da scoprire, da prospettive diverse, quali siano realmente le difficoltà della vita in situazioni di conflitto e le regole che governano tali situazioni. Durante il gioco, il DIU viene esplicitamente chiamato “il diritto della guerra”.

Il Raid Cross, quindi, utilizza il Diritto Internazionale Umanitario come uno strumento per incoraggiare riflessioni più profonde sul comportamento umano nelle menti dei più giovani, concentrandosi sulla protezione della vita e della dignità umana in tempo di guerra e, più in generale, in tutte le situazioni quotidiane. Oggigiorno, gli adolescenti, inconsapevolmente, sono “circondati” dalla violenza che si presenta nelle forme di video-games, film, internet, tv e media. L’obiettivo del Raid Cross è di rendere i ragazzi di oggi consapevoli della realtà del conflitto armato e delle azioni umanitarie, dando loro gli strumenti per interpretare gli eventi, le notizie e la violenza in generale.

La partecipazione dei giovani giocatori si è mostrata soprattutto durante la postazione “tribunale” in cui hanno esposto con serietà le violazioni del Diritto Internazionale, perpetrate sia da parte della squadra che dai simulatori di staff. Particolare attenzione è stata rilevata nei confronti di una squadra che ha esposto le violazioni facendo riferimento anche ad articoli del codice presi dal “manuale del combattente” dato in dotazione a ciascun partecipante.

Stesso atteggiamento propositivo è stato riscontrato nei confronti dello staff che a vario titolo (simulatori, responsabili di postazione, capisquadra) hanno ricoperto i propri ruoli attivamente anche stimolando e motivando i partecipanti così da fissare in maniera efficace i concetti fondanti del Diritto Internazionale Umanitario, obiettivo ultimo dell’attività.

Coordinati dall’Operatore Raid Cross, Vol. Giuseppe MANNELLA e dal Delegato Tecnico Provinciale Area Principi e Valori, Lisa VETTORELLO, i 25 Volontari di staff hanno allestito e condotto le varie postazioni in maniera impeccabile facendo sì che i partecipanti le svolgessero in totale sicurezza.

Ad assistere allo svolgimento dell’attività c’erano anche vertici della Croce Rossa del Veneto, il Presidente del Comitato di Treviso, Dott. Vincenzo ALONZI, il Presidente del Comitato di Thiene, Dott. Andrea BORTOLOTTO e il Delegato Tecnico Regionale Area Principi e Valori, Dott.ssa Alessandra SCALABRINI che entusiasti del risultato ottenuto hanno espresso il loro intento di riproporla su tutto il territorio Regionale.